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Melograno punicalagine antiossidanti del succo di melagrano

Melograno punicalagine antiossidanti del succo di melagrano e dell’estratto di melagrano, nell’alimentazione funzionale del futuro.

Punicalagine antiossidanti naturali del melograno proprietà e benefici per la salute.

Il Melograno e “Calidad y Seguridad Alimentaria, CSA” La ricerca, assieme alla tecnologia, aiutano senza dubbio allo sviluppo di un paese e, nel caso particolare del settore agroalimentare, permette di ottenere prodotti di massima qualità e sicurezza alimentare.

Per questo motivo, è necessario prendersi cura e controllare nella sua totalità la catena alimentare, dalla materia prima e la sua lavorazione ai bisogni e le richieste del consumatore. Attualmente, la “tracciabilità” è un concetto di massima importanza nell’alimentazione. Essa deve permettere il monitoraggio retroattivo di un alimento, dal punto vendita alla sua produzione e alle materie prime. La Spagna è un paese che presenta una tecnologia molto sviluppata e sia i centri di ricerca che le università collaborano sempre più con le aziende del settore agroalimentare. Questa stretta e crescente collaborazione fa sì che il futuro di queste aziende sia molto promettente.

Il gruppo di ricerca “Calidad y Seguridad Alimentaria, CSA”, del Dipartimento di Tecnologia Agroalimentare della Scuola Politecnica Superiore di Orihuela (Universidad Miguel Hernández di Elche) possiede una vasta esperienza nello studio del melograno, sia a livello di ricerca nella valutazione della qualità, della funzione del melograno e dei suoi prodotti derivati, che per quanto riguarda la consulenza alle

aziende produttrici e di vendita di questi prodotti. Tra i temi affrontati da queste aziende è possibile comprendere la stima della vita utile dei prodotti, lo sviluppo di nuovi prodotti e la realizzazione di studi affettivi con i consumatori.

Il gruppo CSA, in collaborazione con i suoi collaboratori nazionali (CEBAS-CSIC) e internazionali come la Kansas State University (USA) e la Wroclaw University of Environmental and Life Sciences (Polonia), si è trasformato in un gruppo di riferimento per quanto riguarda gli studi sulla qualità (nutrizionale, sensoriale e funzionale) e l’accettazione dei prodotti a base di melograno nei mercati internazionali.

Dal giorno in cui, nel 2009, hanno iniziato a lavorare con il melograno, il lavoro di ricerca è espresso chiaramente in oltre 20 articoli internazionali su questa tematica. I ricercatori di questo gruppo hanno tenuto conferenze plenarie sui benefici del melograno in diversi paesi come, ad esempio, Turchia, Polonia, Slovacchia, Messico e Spagna.

La varietà di melograno “Mollar de Elche” è, senza alcun dubbio, la più coltivata in Spagna e quella per cui siamo famosi a livello internazionale. I frutti Mollar de Elche hanno due vantaggi principali: (I) una dolcezza intensa e (II) una parte legnosa dell’arillo (la parte commestibile) molto blanda. Presenta, tuttavia, alcuni svantaggi: (I) un colore poco intenso, che peggiora significativamente dopo il trattamento termico del succo e (II) un profilo sensoriale non molto complesso, in cui predomina la dolcezza, e note aromatiche fruttate, generalmente, non molto intense. D’altra parte, è possibile affermare che i frutti di altre varietà non autoctone, come la Wonderful, sono complementari a quelli della varietà Mollar de Elche.

Questa complementarietà si basa sul fatto che i melograni Wonderful presentano un profilo sensoriale complesso e un colore rosso granata molto intenso; tuttavia, anche i suoi svantaggi sono evidenti a causa della sua estrema acidità e ad una porzione legnosa degli arilli molto dura e persistente (Vázquez-Araújo et al., 2014).

Uno degli ultimi prodotti sviluppati dal gruppo “CSA” per l’azienda “Antioxidantes Naturales del Mediterráneo” è un concentrato di melograno creato da una fusione tra varietà Mollar de Elche e Wonderful. Questa combinazione ha portato all’ottenimento di un prodotto denominato Granatum Plus Concentrato di Melograno Fusión, in cui vengono messi in risalto i pregi di entrambe le varietà, neutralizzando gli svantaggi sensoriali e presentando un elevato contenuto di punicalagina, ~232 mg di punicalagina della dose giornaliera raccomandata (30 mL di prodotto).

CONCLUSIONE DEI LAVORI DI RICERCA DELL’UNIVERSIDAD MIGUEL HERNÁNDEZ

Una delle ultime ricerche si è concentrata sul confronto tra il contenuto di punicalagina e polifenoli totali su un totale di 50 prodotti commerciali a base di melograno (commercializzati nell’Unione Europea, Spagna inclusa). I prodotti studiati sono stati divisi in due grandi gruppi: (I) capsule, ampolle ed estratti e (II) succhi ad estrazione diretta, succhi a base di concentrati e concentrati. I contenuti di punicalagina trovati nel primo gruppo presentavano i seguenti valori: non rilevato – 308 mg punicalagina per grammo di prodotto.

In quanto al gruppo due, i valori sono stati dalla non rilevazione di punicalagina a 10.4 mg di punicalagina per grammo di prodotto. I risultati ottenuti a seguito dell’analisi hanno dimostrato che i prodotti “Granatum Plus” spiccano per la qualità della loro composizione nel composto menzionato (α- y β-punicalagina).

Nelle capsule di estratto di melograno e nel concentrato di melograno Fusión di Granatum Plus sono stati riscontrati elevati contenuti di punicalagina (308 e 7.76 mg di punicalagina per grammo di prodotto).

A seguito dei lavori di ricerca realizzati da Ottobre 2016 ad Aprile 2017 su oltre 50 prodotti, possiamo determinare che i prodotti Granatum Plus contengono valori di Punicalagina A+B ottimi, oltre ad ottenere punteggi altissimi nelle degustazioni organolettiche. Inoltre, è stato determinato che il punteggio nel rapporto qualità/prezzo dei suoi prodotti è di molto superiore rispetto alla maggior parte dei prodotti analizzati.

In quanto ai prodotti con marchio bio, è stato determinato che non hanno un maggiore contenuto di componenti bioattivi rispetto ai prodotti convenzionali Granatum Plus.

Per tutti questi motivi determiniamo che i Succhi, i Concentrati e gli Estratti di Melograno Granatum Plus soddisfano ampiamente i requisiti di alimenti funzionali, soddisfacendo le richieste del consumatore più esigente.

1. Introduzione
Nella maggior parte dei casi, per camminare verso il nostro futuro è prima necessario dare uno sguardo al nostro passato.

Un chiaro esempio è il melograno, una delle prime coltivazioni di cui si è occupato l’uomo e la cui presenza nella cultura e nella storia spagnola è evidente anche in alcuni stemmi araldici, ad esempio nel Regno di Granada all’epoca dei re cattolici. Un altro esempio che mette in risalto il rapporto esistente tra la melagrana, la Spagna e la ricerca è lo stemma del Consiglio Superiore di Ricerche Scientifiche (CSIC) all’interno del quale si trova l’immagine del melograno.

Con questo dossier si pretende far conoscere la gran importanza di questa coltivazione abbondantemente coltivata in Spagna e le proprietà benefiche del suo frutto e dei prodotti
derivati sulla nutrizione umana.

1.1. Origine del melograno

Il melograno (Punica grantum L.) è un albero da frutto coltivato fin dall’antichità. Si tratto di uno degli alberi da frutto biblici come la vite, l’olivo o la palma. Stando a quanto afferma Nikolaj Vavilov, il melograno appartiene al Centro IV: Centro di Oriente Prossimo (Asia Minore, Asia transcaucasica, Iran e le vette alte del Turkmenistan).

La classificazione sistematica à la seguente:

Categoria: Fanerogame.

Classe: Dicotiledoni.

Sottoclasse: Arquiclamidea.

Ordine: Myrtales.

Famiglia: Punicaceae.

Genere: Punica.

Specie: Granatum.

Il melograno (Punica granatum L.) è un albero dal fogliame caduco di piccole dimensioni che raggiunge massimo gli 8 metri di altezza in stato selvatico. È un albero da frutto particolarmente interessante per molte zone del mondo, specialmente quelle aride e semiaride in quanto, anche se meno importante rispetto ad altri alberi da frutto, è capace di adattarsi alle diverse zone in cui altre specie attualmente più rinomate sarebbero incapaci di offrire una produzione redditizia (Melgarejo e Salazar, 2003).

1.2. Importanza economica del melograno

Attualmente si coltiva ad esempio in paesi come la Spagna, gli Stati Uniti, l’Iran, la Turchia, l’India, Israele, Cina e alcuni paesi della costa settentrionale dell’Africa. La Spagna è senza dubbio il produttore più importante d’Europa e la produzione si concentra in particolare nelle regioni di Valencia, in Andalusia e nella regione di Murcia.

La produzione spagnola equivalente a 22.3111 tonnellate (Ministero di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente, 2010), si concentra nella provincia di Alicante (90%). A sua volta, la coltivazione di questa pianta si concentra in tre municipi, Elche, Albatera e Crevillente, in ordine di importanza. L’elevata concentrazione mette in risalto l’enorme importanza socio-economica della melagrano per questi tre municipi e le zone circostanti.

1.3. melograno Mollar di Elche (Alicante)

La melagrano è stato fin da sempre un frutto apprezzato e ammirato da numerose civiltà. I melograni e le palme sono gli alberi caratteristici delle campagne di Elche. Inoltre, sono conosciuti da tempi immemorabili. In Spagna, la melagrano Mollar de Elche (Figura 2) è la più popolare e pregiata rispetto alle altre varietà e, senza dubbio, è la più coltivata in tutto il territorio spagnolo.

Le caratteristiche più importanti delle melograno Mollar di Elche sono le seguenti:

– Frutti di dimensioni grandi o molto grandi.

– Albero vigoroso che cresce velocemente.

– Frutto di grande dimensione.

– Seme spesso, di color rosso scuro, pochi semini e morbidi.

– Matura tra ottobre e novembre.

– È di miglior qualità, più grande e più produttiva rispetto alle altre varietà del grup- po delle Valenciane che occupano il secondo posto nella graduatoria della produzione spagnola.

2. Prodotti funzionali derivati dalla melograno ed il loro consumo integrale

Uno degli ambiti di ricerca di gran attualità e di massimo interesse è lo studio dei componenti bioattivi della melagrana e gli innumerevoli effetti sul miglioramento della salute umana. Si è verificato con numerosi studi scientifici che sia la melagrana che i prodotti derivanti contengono diversi componenti in grado di prevenire malattie e migliorare lo stato di salute (Larrosa et al., 2006; Sartippour et al., 2008; Koyama et al., 2010).

Solitamente la melagrano si mangia fresca. Ciononostante, gran parte del raccolto non possiede la qualità estetica sufficiente per essere destinato al consumo fresco in quanto il consumatore non l’accetterebbe. Ad ogni modo la qualità della parte commestibile o arilli è simile a quella dei frutti accettati per il consumo fresco. Per questa parte del raccolto non utilizzabile per il consumo fresco è necessario cercare un’alternativa commerciale sottoforma di uso industriale.

I principali prodotti industrializzati della melograno sono:

– Succo di melagrano: commercializzato soprattutto negli Stati Uniti e con un gran potenziale in Spagna.

– Arilli di IV gamma.

– Marmellate.

– Vini, aceti e liquori.

– Arilli disidratati.

– Prodotti nutraceutici elaborati con estratto di buccia.

– Condimento alimentare.

– Cosmetici: creme, oli, bagnoschiumi….

2.1. Composizione chimica della melograno

Melagrano possiede numerosi composti chimici ad alto valore biologico in tutte le sue parti: buccia, membrane carpellari, arilli e semi . Il prodotto più importante derivato dalla melagrano è il succo, senza dubbio il più studiato e con molteplici referenze nella letteratura scientifica sia spagnola che internazionale.

Circa il 50% del peso totale della melograno corrisponde alla buccia e alle membrane carpellari che rappresentano una fonte importantissima di composti bioattivi, flavonoidi, ellagitanini, proantocianidina e minerali tra cui il potassio, l’azoto, il calcio, il fosforo, il magnesio ed il sodio. Per questo motivo, i prodotti nutraceutici e i condimenti alimentati elaborati con estratti di buccia e membrane carpellari possono essere una fonte importante di tutti questi composti se trattati in modo corretto.

La parte commestibile della melagrano rappresenta circa il 50% del peso totale di una melagrano ed è formata nell’80% dagli arilli (parte carnosa) e nel 20% dai semi (parte legnosa).

La composizione dei chicchi di melograno è la seguente: acqua (85 %); zuccheri (10 %), in particolare fruttosio e glucosio; acidi organici (1,5 %), in particolare acido ascorbico, citrico e malico; composti bioattivi come polifenoli e flavonoidi (in particolare antocianine).

Inoltre, i chicchi di melograno sono una fonte importante di lipidi in quanto i semi contengono acidi grassi che oscillano dal 12% al 20% del peso totale (peso asciutto).

Gli acidi grassi si caratterizzano per un elevato contenuto di acidi grassi insaturi come l’acido linolenico, linoleico, punico, oleico, stearico e palmitico.

2.2. Composti fenolici

2.2.1. Composti fenolici a basso peso molecolare

I composti fenolici si possono dividere in molecole semplici e polimeri di quest’ultime con un maggior peso molecolare. Tra i primi ricordiamo i flavonoidi come i composti più importanti
di questo sottogruppo; gli antociani sono invece i composti più rappresentativi e i responsabili del colore caratteristico della melagrano. All’interno dei composti fenolici a basso peso molecolare ricordiamo gli acidi fenolici, in particolare l’acido gallico e l’acido ellagico.

2.2.2. Composti fenolici ad alto peso molecolare

I tannini sono i polifenoli più caratteristici ad alto peso molecolare. La buccia della melograno è ricca di tannini idrolizzabili, in particolare punicalina, pedunculagina e punicalagina.

2.3. Melograno come alimento funzionale.

Il concetto di alimento funzionale è complesso e si riferisce al fatto che i componenti possono essere nutrienti o no, ripercuotersi in modo positivo o no sull’organismo, o svolgere un effetto fisiologico o psicologico oltre a quello nutrizionale (Viuda-Martos et al., 2011a).

Tra gli alimenti funzionali ricordiamo: (i) quelli che contengono determinati minerali, vitamine, acidi grassi o fibre alimentari, (ii) quelli a cui sono state aggiunte sostanze biologicamente attive come fitochimici o altri antiossidanti e (iii) i probiotici che contengono colture vive di microorganismi utili.

Stando a quanto esposto e agli studi effettuati sulla composizione chimica della melograno e, recentemente, agli effetti sulla salute, possiamo considerare questo frutto come un alimento funzionale (Melgarejo, 2010).

Gli antociani sono i composti responsabili del colore rosso delle melograno; questi composti fenolici sono importanti per l’azione antiossidante che svolgono tesa a protegge il corpo umano dai radicali liberi e a ritardare il processo di invecchiamento delle cellule. L’attività di cattura dei radicali liberi di questi flavonoidi è stata dimostrata in diversi studi, ad esempio quello di Espín et al. (2000). Si stima che circa il 10% della capacità antiossidante del succo di melograno è dovuta alla presenza di questi polifenoli, gli antociani (Gil et a., 2000).

La capacità antiossidante del succo di melograno è il triplo di quella del vino rosso o del tè verde (Gil et al., 2000).

È estremamente importante la composizione basata su acidi grassi essenziali (linoleico, linolenico e arachidonico) soprattutto per il suo contenuto in acidi grassi poli-insaturi. Gli acidi grassi poli-insaturi svolgono un ruolo importante come composti preventivi di malattie cardiovascolari e di alcune patologie cardiologiche considerando che questi
grassi riducono notevolmente i livelli di colesterolo HDL (colesterolo cattivo).

L’acido punico ha effetti anti-aterogenici. Gli ellagitannini possono essere trasformati in urolitine; l’urolitina A potrebbe considerarsi il composto antinfiammatorio più attivo legato all’ingerimento della melograno. Nel colon i processi antiinfiammatori potrebbero essere dovuti alla frazione non metabolizzata degli ellagitannini (Larrosa et al., 2010).

La punicalagina è il polifenolo con maggior peso molecolare conosciuto che si idrolizza in acido ellagico e si metabolizza nel tratto intestinale creando urolitine. Le punicalgine sono i composti che presentano una maggior capacità antiossidante o di cattura dei radicali liberi e sono responsabili del 50% di questa attività nel succo di melograno, assieme ad altri tannini idrolizzabili (33 % dell’attività totale), e all’acido ellagico (3 %) (Gil et al., 2000; García-Viguera et al., 2004).

Le principali proprietà funzionali delle punicalgine sono (Sánchez, 2009):

– Potente effetto antiossidante.

– Attività anti tumorale.

– Effetto protettivo del sistema cardiovascolare

2.4. Ossidazione VS Anti-ossidazione

Gli organismi vivi hanno bisogno di energia e la ottengono dai principi immediati (carboidrati, lipidi e proteine). Questa energia si può ottenere con reazioni chimiche che possono richiedere o no ossigeno. Distinguiamo quindi il metabolismo anaerobico da quello aerobico.
È vero che la cellula ottiene maggior energia se la base del suo metabolismo è l’ossigeno. Con l’ossigeno, la cellula può ottenere maggior ATP dai principi nutritivi /carboidrati, lipidi e proteine). Senza ossigeno si ottiene un 20% in meno di ATP (energia).

C6H12O6 + 6 O2 ====> 6 CO2 + 6 H2O + 38 ATP

Queste reazioni ossidative avvengono nei mitocondri, cioè delle strutture presenti nel citoplasma delle cellule dove la molecola di glucosio /6 atomi di carbonio) già divisa in due di Acido piruvico (3 atomi di carbonio) sai ossida liberando elettroni e protoni accettando l’ossigeno e trasformandosi in acqua e anidride carbonica e immagazzinando energia sottoforma di collegamenti trifosfati (ATP).

O2 + 4 H+ 4 e- ====> 2 H2O

Le molecole provenienti dall’ossidazione del glucosio si continuano ad ossidare e l’ossigeno si riduce assorbendo elettroni e protoni; ogni molecola si ossigeno accetta quattro elettroni e quattro protoni formando 2 molecole d’acqua. È la cosiddetta tetra-riduzione dell’ossigeno.

Ma non sempre si verifica esattamente questo processo e si calcola che nel cinque per cento dei casi avvengono mono o bi-riduzioni che non generano né acqua né CO2, facilmente eliminabili tramite le vie naturali dell’emuntorio (rene, polmone, pelle), bensì specie reattive nocive derivanti dall’ossigeno (EROs o ROS) che danneggiano la salute prolungando l’ossidazione dei nostri tessuti sani causando diverse patologie.

Diciamo che questo 5% è come la “fuliggine” dei “camini metabolici” che se non la eliminiamo o la neutralizziamo, con il passare del tempo ci ammaleremo o invecchieremo più velocemente. I sistemi più danneggiati sono l’apparato circolatorio, il sistema nervoso ed il sistema immunitario.

Le specie reattive derivanti dall’ossigeno che si producono nelle cellule comprendono perossido di idrogeno (H2O2), il radicale ossidrile (-OH) e il radicale superossido (O2•−).

Con l’arrivo dell’ossigeno sulla terra molte specie che non erano preparate per l’ossidazione sono scomparse. Quelle che hanno sopportato l’impatto dell’ossigeno sono sopravvissute sviluppando un sistema in grado di proteggerle: il sistema antiossidante. L’ossidazione è definita come il “furto” degli elettroni degli ultimi strati elettronici degli atomi o molecole trasformandosi in ioni con carica.

Le sostanze che sottraggono questi elettroni si chiamano ossidanti e, ossidandosi, si riducono. Questi ioni “ossidati” si trasformano nei cosiddetti radicali liberi e se non vengono neutralizzati da un altro elemento (riduttore) in grado di fornire i propri elettroni o protoni (H+), continueranno a vagare nell’organismo fino a quando non riescono ad ottenerli da altri sostrati che si ossideranno; le più danneggiate sono le membrane che formano le cellule.

L’ossidazione “fuori controllo” che avviene nei tessuti del nostro organismo favorisce l’invecchiamento, la degenerazione e, ovviamente, la malattia. Se vogliamo sopravvivere dobbiamo lottare contro l’ossidazione.

Il controllo dell’eccesso di RL o EROS prodotti dal nostro organismo corrisponde al funzionamento normale del nostro sistema enzimatico antiossidante cellulare:

Superossido dismutasi (SOD)

Catalasi (CAT)

Glitatione perossidasi (GO x)…e altri

Questi tre enzimi costituiscono la maggior difesa anti-radicale all’interno delle cellule. Dobbiamo tener presente che l’eccesso di radicali liberi (ossidanti) o un errore della nostra difesa enzimatica incapace di opporsi all’eccesso di RL possono causare lo sviluppo di molteplici processi patologici, in particolare le malattie di carattere degenerativo: Alzheimer, Parkinson, Artrosi, ecc.

L’invecchiamento non è altro che uno sbilancio a favore dei meccanismi di ossidazione causato dal fatto che i sistemi antiossidanti di difesa sono deboli o inefficienti. Inoltre, considerando il ritmo di vita attuale, dobbiamo aggiungere molti altri attacchi “ossidativi” provenienti dall’ambiente circostante che saturano la difesa antiossidativa innata di cui abbiamo parlato (enzimatica). Pensiamo all’inquinamento, al fumo, alle radiazioni, agli innumerevoli conservanti nella nostra alimentazione, ecc.

Ma possiamo ingerire sostanza che possono contribuire alla lotta antiossidativa. Pensiamo ad esempio ad alcune vitamine idrosolubili (vitamina B1, B6, B12, C) e liposolubili (Vitamina E, A), biocarotenoidi, polifenoli.

Nelle piante, le specie reattive dell’ossigeno si producono durante la fotosintesi (ottenimento dell’energia dalla luce solare).

CO2+ NH3+ luz ====> Carboidrati

Diciamo che anche le piante devono difendersi, come noi, per poter sopportare le condizioni di alta intensità luminosa che causa ossidazioni. Per questo esistono i carotenoidi, i bioflavoni e altre sostanze che proteggono i vegetali da eventuali ossidazioni. Sappiamo tutti che se il pomodoro, il broccolo, l’arancia o la mela non contenessero sostanze antiossidanti non si conserverebbero e si denaturalizzerebbero. Se inserissimo questi nutrienti nella nostra alimentazione migliorerebbe il nostro sistema antiossidante riducendosi il cosiddetto “stress” ossidativo.

Un aiuto antiossidante è sempre necessario, in particolare quando il nostro organismo sta attraversando una tappa difficile con il proprio metabolismo, ad esempio, in caso di uno sforzo fisico eccessivo (gravidanza, crescita, gare, ecc.) o in caso di infezioni, convalescenza post-operatoria o semplicemente se sta entrando in una “fase” evolutiva (menopausa o andropausa).
Ecco

Ecco perché ci interessa cercare questi nutrienti antiossidanti che si oppongono all’impatto dell’energia luminosa proveniente dal sole soprattutto all’interno di frutta e verdura. È importante ingerire questi frutti od ortaggi nel momento di massima concentrazione di antiossidanti. I colori attraenti sono un punto di riferimento dell’elevata concentrazione di sostanze con potere antiossidante, ad esempio, i caroteni, i polifenoli, i resvelatroli, ecc.
Non dobbiamo assolutamente dimenticare la melograno che possiede la massima concentrazione di antiossidanti rispetto ad altri frutti che vantano di essere antiossidanti, come gli agrumi, i mirtilli o persino il tè verde o il vino rosso.

Dott. José Faus Vitoria (Nº Isc. Albo medici: 9582-Valencia)

Esperto in Ozonoterapia, Omeopatia e Medicina Manuale

Republica Argentina, 52, 2º, 3ª. 46700-Gandia Teléfono:

96 2870827

http://www.doctorfaus.com

3. Melograno e salute

Melograno (Punica granatum L.), frutto antico, mistico e distintivo, era anticamente descritto in numerosi documenti come la Bibbia, il Torah giudeo ed il Talmud babilonese come un frutto sacro con poter benefici per la fertilità, l’abbondanza e la fortuna. Era presente in alcune cerimonie, nell’arte e nella mitologia egizia e greca ed era l’emblema personale dell’imperatore romano Massimo.

Oltre all’ambito storico, la melograno si usa anche per la cura di varie malattie in diverse tipologie di medicina. La medicina Ayurveda (medicina indiana) considera la melograno come un farmaco adeguato per la cura dei parassiti, della diarrea, delle ulcere e considera che possiede un carattere depurativo. Melograno serve anche come rimedio per il diabete nella medicina Unani che si pratica in India.

L’attuale interesse nei confronti dei benefici medicinali e nutritivi della melograno ha avuto inizio nel 2000 e, da quel momento, si sono create più di 200 referenze in cui si descrivono gli effetti benefici per la salute della melagrana e dei prodotti derivati. Nel periodo compreso dal 1950 al 1999 sono state registrate solo 25 pubblicazioni scientifiche inerenti a questa tematica.

Le proprietà potenzialmente terapeutiche della melagrana sono piuttosto varie e comprendono trattamenti e cure preventive contro tumori, malattie cardiovascolari, Alzheimer, malattie infiammatorie, malattie orali e cutanee, obesità, disfunzioni erettili o diarrea.

In seguito mostreremo dettagliatamente i risultati principali di una revisione bibliografica della letteratura scientifica esistente fino al 2011 in cui si descrivono le diverse applicazioni terapeutiche della melograno citate in precedenza.

3.1. Proprietà anti cancro e antitumorali

Hong et al. (2008) hanno dimostrato che il succo e gli estratti provenienti dalla melograno sono potenti inibitori della crescita cellulare e persino più potenti di altri polifenoli creando un effetto sinergico con i fitochimici presenti nella melograno e negli estratti.

Un estratto di melograno applicato come pre-trattamento topico ha ridotto lo sviluppo di un tumore sui topi dal 100% al 30% aumentando la latenza nello sviluppo del tumore da 9 a 14 settimane (Afaq et al., 2005). Albretch et al. (2004) hanno studiato l’effetto dell’olio di melograno, dei polifenoli della buccia e delle membrane e dei polifenoli del succo fermentato sul tumore alla prostata.

Tutti questi agenti separatamente frenavano la proliferazione in vitro di cellule tumorali su cellule umane di LCNaP, PC-3 e DU 145 dimostrando così un’evidente attività antitumorale dei prodotti derivati dalla melagrana sul tumore alla prostata.

Kohno et al. (2004) hanno dimostrato che l’ingerimento di olio proveniente dai semi di melograno nell’alimentazione inibisce la gravità e la moltiplicazione degli adenocarcinomi nel colon dei topi. La riduzione dei tumori al colon grazie all’olio di semi di melograno si associa all’incremento di acidi linoleici coniugati nella mucosa del colon e nel fegato. Esistono diverse prove scientifiche che dimostrano che il succo di melagrana elimina l’espressione COX-2 indotta da TNF- la via NF-κB e l’attivazione di Akt. È possibile che alcuni componenti bioattivi presenti nel succo di melograno, come le antocianine e i flavonoidi, possano essere i responsabili dell’aumento dell’attività antiproliferativa delle cellule tumorali (Adams et al. 2006).

Seeram et al. (2005b) hanno descritto la gran attività antiproliferativa del succo di melograno sulle diverse linee cellulari tumorali con una gran inibizione dal 30 fino al 100%. Il succo di melagrano, l’acido ellagico e la punicalagina inducono l’apoptosi (forma di morte cellulare geneticamente regolata) delle cellule HT-29 del colon; ad ogni modo, nelle cellule HCT116 del colon hanno contribuito all’apoptosi solo l’acido ellagico e le punicalgine e non il succo di melograno (Seeram et al., 2005b).

Quindi, gli estratti di buccia di melograno che contengono questi composti (acido ellagico e punicalgine) sembrano essere la cura del futuro contro il tumore al colon. Lansky et al. (2005b) hanno affermato che alcuni componenti presenti nella melagrano riducono in modo significativo l’invasione di cellule tumorali della prostata in vitro (cellule PC-3).

Fjaeraa e Nanberg (2009) hanno dimostrato che l’acido ellagico è in grado di indurre l’apoptosi attraverso la rottura e l’alterazione del DNA nel ciclo cellulare. González-Sarrías et al. (2009) hanno suggerito che l’acido ellagico e i rispettivi metaboliti come le urolitine A e B possono contribuire alla prevenzione del tumore al colon.

Hong et al. (2008) hanno dimostrato che il succo e gli estratti di melograno hanno un’elevata capacità di arresto della proliferazione e sono in grado di stimolare l’apoptosi nelle cellule tumorali della prostata. Recentemente, Koyama et al. (2010) hanno dimostrato che una cura sulle cellule LAPC4 della prostata con estratti di melograno con un contenuto stabilizzato di ellagitannini (punicalagina) del 37% riduce lo sviluppo favorendo l’apoptosi.

Detto questo, potremmo concludere affermando che la melograno e i prodotti derivanti hanno un effetto benefico sulle malattie tumorali grazie all’elevato contenuto di composti tali come le antocianine, l’acido ellagico e le punicalagine. Inoltre, partendo da tutti questi casi studiati, si è dimostrata un’attitudine differente dei prodotti derivanti dalla melograno e degli estratti e l’ingerimento individuale o isolato dei composti responsabili. Per questo motivo, l’uso della melograno e dei prodotti derivati è importantissimo in questo tipo di malattie.

Ricordiamo inoltre che in tutti i casi studiati si parla di prevenzione e trattamento, in nessun caso di cura del cancro o del tumore. Melograno e i prodotti derivati, grazie alla loro composizione fitochimica, sono prodotti consigliati per la prevenzione e il trattamento del cancro. Infine, a modo di riassunto, riassumiamo le principali azioni o effetti antitumorali della melograno e dei prodotti derivati sulle alcune malattie tumorali (tumore al seno, al colon, alla prostata, ecc.).

Principali effetti antitumorali della melograno.

– Antiproliferativo: Arresto crescita tumorale.

– Induce apoptosi: Morte cellulare indotta (suicidio).

– Inibisce fattore nucleare kB (NF-kB): Regola espressione di oltre 200 geni (sistema immunitario, proliferazione cellulare, invasione tumorale,metastasi).

– Anti-angiogenesi: Formazione nuovi vasi sanguigni.

– Inibisce invasione tumorale (metalloproteinase).

Sorgente: Dott. Gilberto E. Chéchile Toniolo (2011). II Simposio Internazionale sul Melograno, Madrid, Spagna.

3.2. Prevenzione di malattie cardiovascolari

Uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di malattie coronarie è la dislipidemia, caratterizzata da un aumento eccessivo del colesterolo a bassa densità (LDL) e/o da livelli bassi di colesterolo ad alta densità (HDL) (Esmaillzadeh e Azadbakht 2008).

Il colesterolo è di due tipi: il colesterolo a bassa densità (LDL, o colesterolo cattivo) e le lipoproteine ad alta densità (HDL, o colesterolo buono). Il colesterolo buono (HDL) viene chiamato così perché contribuisce a ridurre il livello di colesterolo nel sangue; il colesterolo ad alta densità viene prodotto in modo naturale dall’organismo ed elimina il colesterolo cattivo dalle pereti delle arterie e lo restituisce al fegato.

Il colesterolo cattivo si accumula sulle pareti delle arterie formando una lastra di rende difficile la circolazione del sangue che va fino al cuore. Ecco perché se il colesterolo LDL è troppo alto aumenta il rischio di malattie cardiovascolari. Si crede che l’ossidazione del LDL contribuisce all’aterosclerosi e allo sviluppo di malattie cardiovascolari (Heinecke 2006).

Sono stati effettuati diversi studi in vitro, con animali e con umani, con diversi prodotti a base di melograno per la prevenzione e la riduzione dell’aterosclerosi e l’ossidazione del LDL (Aviram et al., 2000; Sezer et al., 2007; Basu e Penugonda 2009; Davidson et al., 2009; Fuhrman et al., 2010). Aviram et al. (2000) hanno analizzato l’effetto che svolge il consumo di succo di melograno in uomini sani sull’ossidazione del LDL e hanno determinato che l’LDL diminuiva incrementando l’attività del HDL di circa il 20%. Seezer et al. (2007) hanno confrontato il contenuto totale di polifenoli e l’attività antiossidante dei vini di melograno e di vino rosso. Sia il contenuto in polifenoli che l’attività antiossidante erano maggiori nei vini di melograno che nei vini rossi.

Sia il contenuto in polifenoli che l’attività antiossidante erano maggiori nei vini di melograno che nei vini rossi. Entrambi i vini permettevano una riduzione del LDL; ad ogni modo, grazie ad una maggior capacità antiossidante, la riduzione prodotta dal vino di melograno era maggiore rispetto a quella provocata dal vino rosso, in particolare del 24% per il vino di melograno e del 14% per il vino rosso.

Esmaillzadeh et al. (2006) hanno somministrato 40 gr di succo concentrato di melograno a pazienti diabetici e iperlipidemici (livelli elevati di colesterolo e trigliceridi) per 8 settimane. Alla fine dello studio i livelli di trigliceridi e HDL erano rimasti invariati. Mentre il livello di colesterolo totale (5,43 %), LDL (9,24 %), il quoziente di colesterolo totale/HDL (7,27 %) ed il quoziente LDL/HDL (11,76 %) erano diminuiti.

Basu e Penugonda (2009) hanno suggerito che il meccanismo principale del succo di melograno come prodotto dalle proprietà antiaterogeniche si riassume nel seguente modo:

– Incrementa l’attività antiossidante del siero sanguino e riduce i lipidi del plasma e la perossidazione lipidica.

– Riduce l’ossidazione del LDL.

– Riduce le aree con lesioni di aterosclerosi.

– Riduce la pressione sanguigna sistolica.

In questo modo, con l’ingerimento del succo di melograno esiste un effetto favorevole sul progresso dell’aterosclerosi e, di conseguenza, sullo sviluppo di malattie coronarie. Il Dottor Aviram ha effettuati diversi esperimenti con pazienti sani e ipertesi a cui ha somministrato succo di melograno durante diversi periodi di tempo.

Conclusi questi studi è giunto alla conclusione che la pressione sanguigna è diminuita del 36% dopo due settimane di trattamento con succo di melograno. Questa diminuzione è stata possibile grazie all’elevato potere antiossidante dei polifenoli della melagrana (Aviram e Dornfeld, 2001; Aviram et al., 2004).

3.3. Proprietà Antinfiammatorie
L’infiammazione, la prima difesa fisiologica nel corpo umano, può proteggerci da lesioni causate da ferite o avvelenamenti. Questo sistema di difesa può eliminare microrganismi infettivi o irritazioni e mantenere le funzioni fisiologiche normali.

Ciononostante, un’esposizione eccessiva a queste infiammazioni può causare disfunzioni fisiologiche come l’asma o l’artrite (Lee et al., 2010). Esistono diverse prove scientifiche che manifestano il carattere antinfiammatorio della melagrano e dei prodotti derivanti (Lansky e Newman, 2007; Shukla et al., 2008; Larrosa et al., 2010; Lee et al., 2010).

Alcuni estratti di melograno, soprattutto l’estratto di semi pressati a freddo, riducono l’azione degli enzimi ciclossigenasi e lipossigenasi in vitro. Le ciclossigenasi sono enzimi importantissimi per la degradazione dell’acido arachidonico in prostaglandine, importanti mediatori dell’infiammazione che viene quindi ridotta in modo significativo grazie agli estratti di melagrano.

La lipossigenasi si occupa della trasformazione dell’acido arachidonico in leucotrieni, altri mediatori dell’infiammazione che viene quindi ridotta grazie agli estratti di semi di melograno (Tomás-Barberán, 2010).

Boussetta et al. (2009) hanno dimostrato che l’acido punico, acido grasso coniugato presente nell’olio di semi di melograno, ha un effetto antinfiammatorio dimostrato in vivo e quindi limita la perossidazione lipidica.

Lee et al. (2010) hanno analizzato quattro tannini idrolizzabili, tra cui la punicalagina e la punicalina, tutti separati dalla melagrano. Ognuno di questi composti, in diverse dosi, ha provocato una diminuzione significativa della produzione di monossido di azoto (NO) in studi in vitro con un importante effetto antinfiammatorio.

De Nigris et al. (2007) hanno dimostrato che l’ingerimento di succo ed estratti di melograno in topi obesi ha ridotto notevolmente l’espressione di determinati elementi genetici che contribuiscono all’infiammazione cardiovascolare.

In seguito, Romier-Crouzet (2009) hanno ottenuto risultati simili con succo di melograno ed estratti e hanno osservato una prevenzione infiammatoria grazie all’abbondante contenuto di acido ellagico. Infine, Larrosa et al. (2010) hanno osservato che l’ingerimento di estratti di melograno riduce i livelli di prostaglandine nella mucosa del colon ancora una volta grazie all’abbondante contenuto di acido ellagico nella melograno.

3.4. Melograno e le sue proprietà contro il diabete

Il diabete è la malattia metabolica più comune al mondo di cui ne soffrono milioni di persone. Stando ai dati della Federazione Internazionale del Diabete, si stima che nel 2025 circa 333 milioni di persone soffriranno di diabete. Dopo le malattie cardiovascolari e oncologiche, il diabete occupa il terzo posto in importanza.

Il frutto del melograno e i prodotti derivanti possono svolgere un ruolo fondamentale come affermano gli studi scientifici che dimostrano le proprietà antidiabetiche di questo frutto (Huang et al., 2005; Li et al., 2005; Katz et al., 2007; Parmar e Kar, 2007; Li et al., 2008; Bagri et al., 2009).

Il diabete si associa ad un elevato stress ossidativo e allo sviluppo dell’aterosclerosi; sembra evidente che i composti a base di melograno con capacità antiossidante possono avere un effetto significativo sul diabete.

Ad esempio, Katz et al. (2007) hanno dimostrato l’attività ipoglicemica dei fiori, dei semi e del succo di melograno. I meccanismi per cui il melograno e i prodotti derivanti hanno questi effetti sono ancora sconosciuti. Ciononostante, sebbene le ipotesi sul perché di questo meccanismo siano numerose, tutte concordano sulla diminuzione di alcuni fattori genetici e composti che inducono allo stress ossidativo.

Ad esempio, Li et al. (2005), suggeriscono la riduzione dell’enzima -glucosidasi come meccanismo per la diminuzione del diabete grazie agli estratti di fiori di melograno. Pamar e Kar (2007) hanno dimostrato che l’ingerimento di estratti di buccia di melograno ha regolato gli effetti nocivi di un composto che favoriva lo sviluppo del diabete sui topi.

Mcfarlin et al. (2009) hanno studiato invece l’effetto dell’olio di semi di melograno sull’accumulo di grassi nei topi e hanno osservato un miglioramento della sensibilità all’insulina. Tutte queste prove, sommate agli studi inerenti alle malattie cardiovascolari, suggeriscono un effetto beneficio della melograno e dei prodotti derivanti sul diabete e su altre malattie cardiovascolari in pazienti diabetici grazie anche all’effetto positivo su malattie coronarie.

I componenti principali con proprietà antidiabetiche sono i polifenoli; questi composti si ripercuotono sulla glicemia mediante numerosi meccanismi tra cui la riduzione dell’assorbimento del glucosio attraverso l’intestino o i tessuti periferici. Il meccanismo più probabile è la diminuzione dell’enzima -glucosidasi come causa principale della riduzione del diabete. Altri meccanismi suggeriscono la diminuzione della glicemia grazie all’assorbimento nei tessuti periferici e non attraverso l’intestino (Scalbert et al., 2005).

3.5. Prevenzione del deterioramento ossidativo

Il deterioramento ossidativo è un argomento attuale e un chiaro esempio di questa affermazione sta nel fatto che l’attività dei frutti e degli ortaggi nel deterioramento ossidativo (contenuto elevato di composti antiossidanti) è una delle proprietà o caratteristiche più apprezzate dai consumatori. Generalmente, si definisce antiossidante una sostanza naturale o artificiale in grado di neutralizzare o proteggere un sistema biologico dai radicali liberi, come i radicali dell’ossigeno, dell’azoto e i radicali lipidici (Cano e Arnai, 2004).

Queste proprietà antiossidanti rendono la frutta e gli ortaggi elementi con proprietà benefiche per la salute, evitando o riducendo il rischio di soffrire alcune malattie degenerative (Brandt et al., 2004; Chen et al., 2007). Negli ultimi anni il contenuto di antiossidanti sta diventando un parametro importante per la qualità della frutta e degli ortaggi. Tra i composti
con maggior capacità antiossidante ricordiamo le antocianine e altri fenoli (Espín et al., 2007, Dorais et al., 2008), carotenoidi (Perera e Yen, 2007) e le vitamine A, C e E (Hoursome et al., 2008).

I composti responsabili dell’elevato potere antiossidante della melograno e dei prodotti derivanti sono stati oggetto di studio per numerosi autori sia in modelli in vitro che in modelli in vivo. L’attività antiossidante in vitro della melograno e dei prodotti derivanti è stata analizzata da diversi autori (Naveena et al., 2008; Cam et al., 2009; Mousavinejad et al., 2009; Tezcan et al., 2009). Tzulker et al. (2007) hanno determinato che l’elevata capacità antiossidante della melograno e dei prodotti derivanti è dovuta alla presenza interna delle punicalagine e non delle antocianine come si pensava in precedenza.

I meccanismi dell’attività antiossidante in vivo non sono del tutto chiari anche se è ben noto che questi meccanismi agiscono sulle matrici biologiche in modo molto complesso. MadrigalCarballo et al. (2009) hanno suggerito che i composti fenolici della melograno scatenano una reazione redox nel momento in cui i gruppi idrossilici delle molecole fenoliche donano un idrogeno agli agenti responsabili della riduzione. Altri autori (Amarrowicz et al., 2004) affermano che l’attività antiossidante dei composti fenolici è dovuta alla loro capacità di cattura dei radicali liberi e dei cationi metallici chelanti.

3.6. Prevenzione dei problemi cutanei

Il processo di foto invecchiamento presuppone danni molecolari e strutturali sulla pelle, come infiammazione, diminuzione della sintesi del collagene, ingrossamento o proliferazione dell’epidermide (parte superficiale della pelle), degradazione incompleta di frammenti di collagene e ossidazione delle proteine.

Clinicamente , tutte queste modifiche si traducono in una pelle flaccida, rugosa, dall‘aspetto giallastro, con macchie bianche ovali o rotonde o macchie scure irregolari e teleangiectasi (vasi sanguigni evidenti), ecc. Potrebbero inoltre apparire lesioni benigne come cheratosi seborreiche o lentigo (elevazione o macchie color caffè), iperplasie sebacee e lesioni precancerose come le cheratosi actiniche.

I danni cutanei avvengono come conseguenza dell’invecchiamento naturale della pelle, ma non bisogna dimenticare che l’esposizione al sole favorisce l’apparizione di ulteriori problemi cutanei. L’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti può causare numerosi problemi, tra cui il tumore alla pelle.

Numerosi studi effettuati con estratti di melograno (Aslam et al., 2006) suggeriscono che gli estratti provenienti dalla buccia della melagrano favoriscono la rigenerazione del derma e gli estratti provenienti dall’olio di semi rigenerano l’epidermide.

Pacheco-Palencia et al. (2008) hanno descritto le proprietà protettive degli estratti della melograno contro le radiazioni UVA e UVB riducendo la generazione di specie reattive di ossigeno (ROS). Afaq et al. (2009) hanno suggerito che il danno indotto dalle radiazioni UVB sulla pelle può essere diminuito ingerendo prodotti derivati dalla buccia e dai semi di melograno.

Tutte queste analisi scientifiche dimostrano le eccellenti proprietà per la protezione della pelle degli estratti ottenuti dalla buccia e dai semi di melograno.

3.7. Proprietà antimicrobiche della melograno e i suoi prodotti derivati

Molte tecnologie di conservazione di alimenti, alcune usate fin dai tempi più antichi, proteggono gli alimenti dall’alterazione causata da microrganismi. Sappiamo che i microrganismi possono essere eliminati mediante refrigerazione, riduzione dell’attività dell’acqua, acidificazione, modificazione dell’atmosfera della confezione, mediante trattamenti non termici o aggiungendo composti antimicrobici.

I prodotti antimicrobici per uso alimentare sono composti chimici aggiunti o presenti negli alimenti che ritardano la crescita o causano la morte dei microrganismi aumentando così la resistenza all’alterazione della qualità e della sicurezza.

Gli obiettivi principali degli agenti antimicrobici sono i microrganismi che causano intossicazioni alimentari (agenti infettivi o produttori di tossine) e i microrganismi che alterano gli alimenti producendo prodotti metabolici finali (cataboliti) o enzimi dai cattivi odori, gusto sgradevole, problemi di consistenza, diversa colorazione e/o rischio sanitario (Davidson y Zivanovic, 2003).

L’uso di agenti chimici e sintetici con una considerevole attività antimicrobica in grado di ridurre la crescita dei microbi è una delle tecniche più antiche per il controllo della crescita microbica e, quindi, una tecnica adeguata di conservazione (ViudaMartos et al., 2008).

Attualmente esiste una tendenza che prevede la sostituzione di questi agenti chimici con trattamenti naturali applicando agenti presenti in frutta, verdura ed erbe aromatiche. I principali agenti naturali antimicrobici sono gli oli essenziali di erbe aromatiche e spezie.

Gli oli essenziali derivati da piante sono conosciuti grazie alla loro importate attività antimicrobica contro numerosissimi batteri e funghi e perché in grado di incrementare l’attività antiossidante dei prodotti trattati (Ayala-Zavala et al., 2005).

L’attività antimicrobica della melograno e dei prodotti derivati è stata dimostrata in numerosi studi in cui è stata verificata la riduzione dell’attività di numerosi microrganismi (Reddy et al., 2007; McCarrell, 2008; Al-Zoreky 2009; Choio et al., 2009; Gould et al., 2009).

Reddy et al. (2007) hanno dimostrato che diversi estratti di melagrano in diversi dissolventi
(acqua, etanolo, ecc.) mostrano un’attività antimicrobica significativa nei confronti di E. coli, Pseudomonas aeruginosa, Candida albicans, Cryptococcus neoformans e S. aureus. Al-Zoreky (2009) ha dimostrato che gli estratti di buccia di melograno sono potenti inibitori della crescita di Listeria monocytogenes, S. aureus, E. coli e Yersinia enterocolitica. Choi et al. (2009) hanno studiato l’effetto in vivo e in vitro dell’applicazione di diverse concentrazioni di estrattidi buccia di melograno per ridurre la crescita della Salmonella, verificando che la dose minima era di 62,5 mg/L.

In generale, il potenziale di inibizione della melograno e dei prodotti derivati è attribuibile all’elevata concentrazione di composti come i polifenoli, tannini e antocianine. Studi più recenti hanno dimostrato che l’uso di prodotti derivati e sottoprodotti come condimenti alimentari migliorano la capacità antiossidante e garantiscono un’innocuità totale grazie alla capacità della melograno e dei derivati di ridurre l’attività dei microrganismi che causano il deterioramento degli alimenti (Navarro et al., 2011; Viuda-Martos et al., 2011b).

3.8. Effetti della melograno sulla salute orale

Mantenere un’ottima salute dentale non solo è importante per preservare l’apparenza e le funzioni dei denti, ma anche per proteggerci contro malattie cardiovascolari. Attualmente, la scienza riconosce che la malattia periodontale infiammatoria cronica è strettamente legata al peggioramento delle malattie cardiovascolari (Dumitrescu, 2005).

Di Silvestro et al. (2009) hanno dimostrato che uno sciacquo orale a base di estratti di melograno ridurrebbe in modo significativo la quantità di microrganismi dalla placca dentale. Questa caratteristica è dovuta in particolare dall’effetto dei composti polifenolici e dei flavonoidi sullo sviluppo della gengivite. La gengivite è una malattia orale batterica che provoca l’infiammazione e il sanguinamento delle gengive, causati dai resti di alimenti che restano tra i denti.

Menezes et al. (2006) hanno studiato l’effetto prodotto da un estratto di melograno sui microrganismi della placca dentale. Questi autori hanno confermato un’elevata efficacia con una riduzione dei microrganismi dell’84%.

Sastravaha et al. (2005) hanno dimostrato l’efficacia di un dentifricio che conteneva estratti
di melograno come trattamento aggiuntivo per completare le terapie periodontali abituali. Badria e Zidan (2004) hanno dimostrato che i flavonoidi della melagrana svolgono un’azione antibatterica in vitro contro i microrganismi responsabili della gengivite.

Le referenze relative all’effetto della melograno e dei prodotti derivati sulle malattie orali sono più scarse rispetto a quelle attinenti alle malattie come il tumore o le malattie cardiovascolari. I casi mostrati in precedenza sono gli esempi più recenti della ricerca effettata in questo contesto. Il consumo della melagrano come prodotto fresco, come alimento derivato o sottoforma di estratto, oltre ad essere piacevole grazie al gusto delizioso, è un rimedio perfetto per un’adeguata salute orale.

3.9. Altre proprietà della melograno benefiche per la salute

3.9.1. Melograno e i suoi effetti contro la dissenteria

Esistono solo due studi recenti che hanno dimostrato l’effetto degli estratti di buccia di melograno per la prevenzione della dissenteria. Entrambi gli sperimenti sono stati effettuati su cavie da laboratorio a cui è stato somministrato un estratto elaborato a base di buccia di melograno per poter osservare come si riduceva il numero di defecazioni e la quantità delle stesse. Questi studi sono opera di Qnais et al. (2007) e Olapour et al. (2009). Le dosi proposte per il trattamento di questa malattia erano di 400 mg/kg di peso corporeo.

3.9.2. Melograno e i suoi effetti sulla qualità dello sperma e la disfunzione erettile

L’obiettivo finale del seme è principalmente la riproduzione in quanto agisce come “vincolo” per trasportare gli spermatozoi verso l’apparato riproduttivo femminile. Anche se l’eiaculazione di seme accompagna l’orgasmo e il piacere sessuale, l’erezione e l’orgasmo sono controllati da meccanismi indipendenti, per cui l’emissione di seme non è essenziale per il godimento sessuale. Il consumo di succo di melograno produce un incremento della concentrazione di sperma nell’epididimo, una maggior mobilità e densità di cellule spermatogeniche e una riduzione dello sperma di cattiva qualità in confronto al gruppo di riferimento o controllo (Türk et al., 2008).

In uno studio più recente, questo stesso gruppo di ricercatori ha suggerito che l’acido ellagico ha un effetto protettivo sia per i testicoli che per gli spermatozoi. Questo effetto può essere legato all’azione potente dell’acido ellagico contro lo stress ossidativo (Türk et al., 2010).

Per quanto concerne la disfunzione erettile o impotenza erigendi, cioè l’incapacità continua di raggiungere o mantenere un’erezione sufficiente da poter mantenere una relazione sessuale soddisfacente, stando a quanto afferma Forest et al. (2007) si è potuto affermare che dopo quattro settimane di trattamento con succo di melograno i pazienti mostravano una miglior attività erettile rispetto ad altri a cui era stato somministrato un prodotto dall’effetto placebo.

3.9.3. Effetto melograno sull’obesità

L’obesità è una malattia cronica di origine multifattoriale caratterizzata dall’accumulo eccessivo di grasso o ipertrofia generale del tessuto adiposo nel corpo. Possiamo quindi parlare di obesità quando la riserva naturale di energia degli umani o di altri mammiferi immagazzinata sottoforma di grasso corporeo aumenta fino a tal punto che viene associata ad una serie di complicazioni, problemi di salute, malattie e persino un aumento del tasso di mortalità.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute) parla di obesità quando l’IMC o indice di massa corporea (calcolo tra la statura e il peso dell’individuo) è uguale o superiore a 30 kg/m2. Si considera un segno di obesità anche un perimetro addominale maggiore o uguale a 102 cm negli uomini e 88 cm nelle donne. L’obesità fa parte della sindrome metabolica ed è un fattore di rischio ben noto, ciò significa che è spesso causa di diverse malattie, in particolare malattie cardiovascolari, diabete mellitus tipo 2, apnea nel sonno, ictus, osteoartrite, e di alcune forme di cancro, patologie dermatologiche e gastrointestinali.

Anche se l’obesità è una condizione clinica individuale, è diventato un problema serio nell’ambito della salute pubblica e l’OMS considera che “l’obesità ha raggiunto proporzioni epidemiche a livello mondiale e ogni anno muoiono 2,6 milioni di persone a causa dell’obesità o del sovrappeso.

Anche se prima si considerava un problema attinente solo ai paesi ricchi, oggi l’obesità è prevalente anche nei paesi con redditi medi o bassi”.

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